Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha annunciato la vittoria del suo Partito Progressista Serbo (SNS) in tutti e dieci i Comuni chiamati al voto nelle elezioni locali di domenica. Tuttavia, osservatori indipendenti hanno segnalato numerosi episodi di violenza, intimidazioni, trasporto organizzato di elettori e violazioni della segretezza del voto.
Le elezioni si sono svolte ad Aranđelovac, Bajina Bašta, Bor, Kladovo, Knjaževac, Kula, Lučani, Majdanpek, Sevojno e Smederevska Palanka. Secondo i risultati preliminari diffusi da Vučić dalla sede dell’SNS, la coalizione guidata dal suo partito ha ottenuto un netto “10 a 0”.
Vučić ha definito l’esito elettorale un forte mandato a favore dell’SNS, accusando al contempo settori dell’opposizione di aver fomentato violenze, anche estraendo armi e assaltando call center.
Le organizzazioni indipendenti di monitoraggio elettorale hanno però restituito un quadro ben più allarmante della giornata di voto. Il CRTA ha documentato numerose e gravi irregolarità in diverse località, tra cui: trasporto organizzato di elettori, gravi violazioni della segretezza del voto (con fino a cinque persone dietro la stessa cabina elettorale), liste elettorali parallele, presenza di “terze persone” non autorizzate nei seggi, scontri fisici.
A Bor, gli osservatori hanno segnalato aggressioni, tra cui un attacco a un team studentesco del CRTA. A Bajina Bašta, due studenti sono stati picchiati, diverse auto danneggiate e pneumatici tagliati. In vari Comuni sono stati inoltre osservati veicoli sospetti con targhe di fuori città, nonché casi di elettori fotografati mentre esprimevano il voto.
L’organizzazione di monitoraggio dei media BIRODI ha evidenziato forti squilibri nella copertura mediatica. Testate come N1, Nova, Danas e Insajder hanno mantenuto standard elevati di informazione equilibrata e basata sui fatti.
Al contrario, i tabloid filogovernativi Informer e Pink hanno registrato i livelli più bassi di integrità, facendo ampio ricorso a etichettature politiche, narrazioni conflittuali e linguaggio d’odio, ignorando in larga parte le posizioni dell’opposizione e i rapporti degli osservatori.
Vučić ha riconosciuto un clima teso in alcune aree, in particolare a Kula e Bor, ma ha interpretato il risultato come un rifiuto “dell’odio e dell’isteria” attribuiti all’opposizione. I partiti di opposizione e i gruppi civici non hanno ancora diffuso reazioni dettagliate, ma secondo le organizzazioni di monitoraggio l’entità delle irregolarità solleva seri dubbi sull’integrità del processo elettorale in diversi comuni.
Si tratta delle prime elezioni locali di rilievo in Serbia nel 2026, considerate un importante banco di prova in vista delle future consultazioni nazionali.
Sebbene Vučić abbia più volte promesso elezioni parlamentari anticipate, resta incerto quando queste si terranno. Nonostante mesi di massicce proteste antigovernative, l’opposizione appare ancora profondamente divisa e priva di una figura politica forte e riconoscibile capace di sfidare credibilmente il potere del presidente.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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